Ciclisti su una strada della Sardegna, tra la macchia e le colline
Ciclisti su una strada sarda. Foto: Benoît Prieur · CC0 · Wikimedia Commons

Quando gli ospiti arrivano da noi la prima domanda è quasi sempre la stessa: quanto dista il mare? La risposta piace sempre, perché si misura in minuti di pedalata e non in chilometri d'auto. Dalla nostra strada, in fondo al paese, alla spiaggia c'è circa un chilometro di pianura: si fa a piedi in un quarto d'ora abbondante, in bicicletta in cinque minuti scarsi, con il rio Posada che scorre parallelo e la pineta che compare all'improvviso prima delle dune.

Posada è un borgo verticale, arroccato sotto il Castello della Fava, ma la parte che guarda il mare è completamente piatta. È questa la fortuna di chi arriva con le bici sul portapacchi o le noleggia sul posto: nessuna salita obbligata, nessun tratto di statale da affrontare con il traffico estivo addosso.

Il chilometro che separa la casa dalla spiaggia

Il tragitto più semplice è anche il più bello. Si esce dal giardino, si prende la direzione del mare e si pedala su terreno pianeggiante fino alla fascia costiera. La spiaggia di riferimento fa parte del comprensorio della Baronia di Posada e del Parco di Tepilora, premiato con le 5 Vele di Legambiente: un riconoscimento che riguarda più di un arenile: San Giovanni, Su Tiriarzu, Sos Iscraios, Sutt'e Riu (o dei Due Pini) e Orvile compongono una costa lunga, sabbiosa e in buona parte ancora protetta dal cordone dunale.

Il consiglio che diamo sempre è di partire la mattina presto con l'asciugamano nel cestino e rientrare per pranzo. D'estate il pomeriggio è caldo e il vento si alza, mentre alle otto del mattino il percorso è fresco e quasi deserto. Le biciclette si possono lasciare sotto la veranda coperta, all'ombra, senza doverle caricare e scaricare dall'auto ogni giorno.

La ciclabile lungo il rio e la costa

Negli ultimi anni la Baronia ha investito parecchio sulla mobilità dolce. Il sistema di piste ciclabili dell'area collega i centri abitati di Torpè e Posada con il mare di San Giovanni e prosegue lungo il litorale in direzione di Siniscola, verso La Caletta, Sa Preta Ruja e Santa Lucia. È una rete in crescita, realizzata per tratti successivi: qualche segmento è completamente separato dal traffico, altri corrono su viabilità secondaria a bassa percorrenza.

Il tratto che consigliamo a chi ha bambini a bordo è quello di pianura fra il paese e la foce: ombra a chiazze, fondo regolare, niente pendenze. Chi ha gambe più allenate può allungare verso sud, lungo la costa, e rientrare nel pomeriggio. Prima di partire vale sempre la pena controllare lo stato dei tratti in corso di completamento: i cantieri della mobilità ciclabile si aprono e si chiudono e la segnaletica non è sempre aggiornata.

Cicloturismo nel Parco di Tepilora

Alle spalle del paese comincia un'altra storia. Il Parco naturale regionale di Tepilora, Sant'Anna e Rio Posada, istituito nel 2014, comprende i territori di Bitti, Lodè, Torpè e Posada per quasi ottomila ettari: il monte Tepilora, che arriva a 528 metri, la foresta demaniale di Crastazza-Tepilora e parte di quella di Sos Littos-Sas Tumbas. Nel 2017 l'area, insieme ai territori di altri comuni fra Barbagia, Baronia e bassa Gallura, è stata riconosciuta dall'UNESCO come Riserva della Biosfera MaB: la Tepilora, Rio Posada e Montalbo è l'unica in Sardegna.

Qui il terreno cambia: sterrati forestali, salite vere, sughere e lecci. È territorio da mountain bike o da gravel, non da city bike con il seggiolino. Il parco è attrezzato anche per il trekking e per il kayak lungo il rio, e in stagione lavorano guide e accompagnatori del posto. Se vi interessa questo tipo di giornata, organizzatela con un operatore locale: la rete di piste forestali è ampia e non tutta segnalata.

Cosa serve e quando andarci

Non serve granché, ma quel poco fa la differenza:

  • Luci anteriori e posteriori: al ritorno dalla spiaggia dopo il tramonto i tratti su viabilità secondaria sono bui.
  • Casco, soprattutto per i bambini, e un antifurto leggero per le soste.
  • Acqua abbondante: fra giugno e agosto i punti di rifornimento lungo il percorso sono pochi.
  • Camera d'aria di scorta e una pompetta: i rovi ai bordi dello sterrato sono implacabili.
  • Repellente, se pedalate al tramonto vicino alle zone umide.

Sulle stagioni siamo netti: i mesi migliori per pedalare qui sono aprile, maggio, settembre e ottobre. Le temperature restano miti, la luce è lunga e la costa è vuota. A luglio e agosto si pedala benissimo lo stesso, ma solo la mattina presto o dopo le sei di sera. In inverno le giornate limpide non mancano, però va messo in conto il maestrale, che da queste parti sa essere insistente e cambia parecchio la fatica in base alla direzione di marcia.

Da noi le bici stanno al riparo sotto la veranda e il posto auto privato resta libero: potete lasciare la macchina ferma per giorni e muovervi solo a pedali fra casa, paese e spiaggia.

È il motivo per cui molti ospiti, dopo il secondo giorno, smettono proprio di usare l'auto. Il mare è a un chilometro, il paese a due passi, e il resto può aspettare.

Una base a Posada, a un chilometro dal mare

Villetta Kalòs è una casa vacanze indipendente al piano terra, con giardino, veranda coperta e posto auto privato: la spiaggia si raggiunge a piedi o in bici in pochi minuti. Scrivici per verificare le disponibilità.